su “La Sicilia” del 08/07/2015

 

Cover_AlfabetoLa sua vita trascorre tra un verso e l’altro, tra una traduzione e l’altra. Della poesia si è fatta portavoce, della poesia ha fatto la sua voce.
Lei è Chiara De Luca, poliglotta traduttrice di grandi autori contemporanei e non, editrice di successo, critico letterario e poetessa.
Un nome che nel campo artistico è divenuto sinonimo di integrità intellettuale e di impegno veritiero.
E, così presenta la sua ultima fatica “Alfabeto dell’invisibile” (Samuele editore, pp. 150, euro 12).
Con prefazione di Claudio Damiani, l’autrice interloquisce con Ferrara , città dove ritorna dopo un lasso di tempo notevole, per rispecchiarsi, ritrovarsi e perdersi tra i monumenti, i luoghi, i vicoli e le chiese.
Le case la riconducono a persone, i ricordi alle inquietudini mai sopite che si stemperano nei forti e vellutati componimenti, raccolti nelle quattro sezioni: Ritorno, Stazioni, Volti e Mare.
“Come questo stralcio di strada che nessuno / ha sporcato eppure piano ti riapre nel mattino / un varco ampio tra i grani che hanno appreso / a mutarsi verso il sole senza essere parlati;/ un anno ha fatto il buio da confine al buio/ ha chiuso la sembianza di parole in ombre / occultato oscuri spigoli in vastità di attese / di una luce relegata nell’eterno suo venire/ la bellezza devastante che va oltre la miriade/ di pupille iridescenti tra le onde spalancate/ su quello che neppure abbiamo rinunciato/ per avere chiuso gli occhi prima di guardare / ritornato a piedi scalzi l’incubo peggiore/ dissolverà o divorerà domani.”


Rita Caramma