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Correndo nel sottomura degli angeli

 

Basta poco alle ruspe per abbattere una casa

 

frantumando mesi di perizia e di pazienza,

smembrando le stanze dalle fondamenta

 

pochi mesi al male per demolire un corpo

oltre trent’anni di corse e allenamento

 

penso annaspando con il fiato corto

 

arancando come un grido nel silenzio

dell’alba di un giorno non ancora risorto.

 

– il cuore germoglia da un albero morto

residuo insospettato di uno schianto –.

 

Ma i miei cani lo ricordano chi sono

come grilli balzano fuori dal sentiero,

 

hanno fuoco negli occhi colmi di respiro

mentre mi volteggiano attorno da lontano;

 

poi li raggiungo tra l’erba in mezzo al fango

di nuovo come loro sono d’aria e movimento

 

e c’è una linea bianca alla fine della strada

acqua calda per guarire dal gelo e una casa.

 

da Alfabeto dell’invisibile, Samuele Editore, 2015