Venezia

Sembra tu non sappia all’alba

che ci fai sul treno per Venezia,

 

forse vai cercando un’acqua mentre assorta

ti sei scelta un posto inverso al movimento

 

vedi case, alberi, lampioni e la stazione

che il treno allontana madida di sole –

 

io nel giorno il giorno che non muore.

 

A un tratto ti raddrizzi fiera sul sedile

spiani le spalle come ali da riaprire,

 

fiamme i tuoi capelli formano una sfera

riflessa nello specchio dietro la tua schiena

 

dove luce piove e piena si rifrange

per moltiplicare le scintille infrante

 

nel centro del vetro dove non distinguo

dal fuoco del tuo il mio volto spento.

 

Tu mi chiedi il nome ti rispondo

chiara ma non chiedo se tu sappia

 

o solo cerchi un’acqua che rifletta

all’acqua l’alba assorta di Venezia.

 

 

da Alfabeto dell’invisibile, Samuele Editore, 2015