1 2

L’attesa in stazione serve a studiarsi

 

con cura ottusa le mani scordate

per mesi dentro ai polsini,

 

a scoprirle graffiate e smarrite

da un pianto irredento dal tempo

 

che ha ingiunto di essere fermo

 

– anche ieri ho appeso un orologio

al muro, caricato tutti quelli da polso,

 

spolverato il calendario perpetuo

ornato di fiori che avevo incartato –

 

L’attesa in stazione serve a sentire

che è possibile essere

ancora più soli.

 

da Alfabeto dell’invisibile, Samuele Editore, 2015