The Corolla of Memory presents Chiara De Luca’s poetry to an English-speaking readership for the first time, in Eileen Sullivan’s elegant translations. Chiara De Luca’s themes are proclaimed in the poem “I Believe”:

 

I Believe

in the sanctity of every encounter,

in the ephemeral season of an instant,

in the eter nal present which redeems time

 

There is in her poetry a delight in the diversity of experience, whether it is “the heavy-lidded eyes life has on the bus”, or the transforming beauty of a snow storm:

 

Look how faintly

the plaster of the sky falls,

frosted glass where it slides,

the invisible breath I steal,

to hold snow in my hand.

 

As these lines illustrate, Chiara De Luca is a poet who excels in the play of metaphors that leap over each other, making the familiar unfamiliar, and in the process making it new.

There is a constant flow of image and sensation which has its own inner dynamic and logic, attuned to the mundane, but also to the suffering inherent in life which the poet inherits as part of our common humanity and which she ignores at her peril. As she says in the brief opening poem:

 

I come upon the faint, beckoning scent of the abyss,

there to open my veins yet again that I might

dip my pen in this well of pain and bleed verses

into the silence.

 

Eileen Sullivan’s translations are frequently longer than the originals, something which perhaps reflects the contrasting possibilities of the two languages, as well as suggesting to me that they are recreations, remouldings, of the Italian into organic forms that can stand in their own right as poetry in English. This they do with a remarkable clarity and assurance.

 

John Barnie

La corolla del ricordo presenta per la prima volta, nell’elegante traduzione di Eileen Sullivan, la poesia di Chiara De Luca al pubblico dei lettori di lingua inglese. Le tematiche affrontate dalla poesia di Chiara De Luca sono proclamate nella poesia “Credo”:

 

Credo

nel sacro d’ogni incontro

nell’irripetibile stagione di un momento

d’Eterno presente che redime il tempo

 

C’è nella poesia di Chiara De Luca un gusto per la varietà dell’esperienza, sia che descriva “quante palpebre / ha sull’autobus la vita”, sia che descriva la bellezza metamorfica di una tempesta di neve: :

 

Guarda come impercettibile

precipita l’intonaco del cielo

vetro smerigliato dove scivola

respiro di visibile che involo

accolto in una mano e noi.

 

Come questi versi illustrano, Chiara De Luca è una poetessa che eccelle nel gioco delle metafore, che si susseguono e accavallano, in un processo che ci rende familiare l’ignoto e, al contempo, lo ricrea.

C’è un costante fluire d’immagine e sensazione, che possiede una sua dinamica e una sua logica interne, intonandosi al mondano, ma anche alla sofferenza insita nella vita, che la poetessa eredita quale parte integrante della nostra condizione umana, e, a suo rischio e pericolo, ignora. Come scrive nella breve poesia d’apertura:

 

ancora vengo ad annusare l’abisso

riaprirmi le vene per immergere

la penna e sanguinare versi sul silenzio

 

Le traduzioni di Eileen Sullivan sono spesso più lunghe dei testi originali, cosa che forse riflette le possibilità contrastanti delle due lingue, suggerendo al contempo che la traduttrice ri-crei, riplasmi l’italiano in forme organiche tali da risultare poesie a pieno titolo anche in Inglese. Riuscendovi con notevole chiarezza e sicurezza.

 

John Barnie