Questa è una poesia di lirica grazia, che getta una luce scintillante in più sulla sofferenza umana. Una poesia che mantiene in superficie una bellezza come d’alberi in boccio, ma poi si spinge oltre, generando un frutto di straordinario valore e bellezza. C’è una gravità di pensiero e di linguaggio che barcolla sempre sul ciglio del dolore; è il grido d’un animale da pelliccia ferito. La poesia qui è redenzione; la musica della lingua di Chiara, il delicato movimento della ritmica dei versi, il senso di una fede sotto la tensione che emerge dal controllo di frasi ed enjambement – tutto parla di una poesia dal cuore dei nostri tempi, un’anima in poesia che vuole “essere / di tutti e non restare.” Questa è un’opera bella e toccante, e la bellezza, come scrisse un tempo un vecchio poeta, non deve essere “mai ciliegio in fiore”.

John F. Deane

This is a poetry of lyrical grace that casts a spare and flickering light on human suffering. It is a poetry that maintains a surface beauty, like trees in blossom, but goes on to produce a fruit of extraordinary taste and validity. There is a gravity to both thought and language that teeters always on the brink of sorrow; it is the cry of a hurt, furred animal. Poetry here is redemption; the music of Chiara’s language, the delicate movements of the verse-rhythms, the sense of a faith under stress that emerges from the constraint of phrase and enjambement — all speaks a poetry from the heart of our times, a soul in poetry that belongs “to everyone and no one at all”. It is moving and beautiful work and beauty, as an old poet once wrote, must be “in no way cherry blossom”.

John F. Deane