La sera è morbida quando il mondo si smorza, la stanchezza ha il sapore buono delle voci che continuano a seguirti per le strade fino al punto che il caldo si placa mentre il buio s’impregna di arancio. E le mani hanno presa e non è vertigine l’aria, le pietre stanno salde e si guada la notte, giocando a campana fino a casa. Qualcuno nel mentre sorride e nient’altro. Aprire gli occhi stamattina è stato prima delle stagioni di quest’oggi ancora in piedi, in cui hai fatto tutto quel che al cuore dovevi e nulla di ciò che avresti dovuto. Bellezza riaffiora. L’anima sta ancora appesa al collo, muove le dita così fuori dal gesso e non sa fermarsi. I fogli sono tutti sporchi di figure, un nastro rimormora domani con gli occhi graffiati, e pensi che potrai riposarti dal trasloco di maggio e gli altri riporli in tutte quelle scatole sparse di ricordi e tutto il senso che non ha rotto il silenzio.