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Massimo Sannelli

Poesie nello stile del 1940

Con le immagini di Chiara De Luca
E lo Scherzo per violoncello e percussioni di Fulvio Pereda

Un e-book della serie LOTTA DI CLASSICO, 2016

Sono sessanta testi in versi misurati, scritti in trenta giorni del 2016. I versi sono settenari, novenari, decasillabi, endecasillabi. Il linguaggio è spinto fino al 1940, ma non si tratta di un pastiche gioioso. Questo è un gioco? No. È un modo di esprimersi. E chi si esprime? È ovvio: l’io, lirico. L’io lirico è tornato? Non è mai morto.

Nel 2006 un poeta contemporaneo scrisse che la poesia contemporanea, in realtà, non era contemporanea. Buttò un anno a caso: il 1940. Scrisse che la poesia del 2006 era, in realtà, contemporanea al 1940. Massimo Sannelli capì che quella frase lo avrebbe riguardato: nel 2006 no, ma nel futuro sì. Decise che avrebbe scritto coerentemente e musicalmente in quello stile, e prima di tutto avrebbe sperimentato la metrica di quel tempo. Avrebbe preso la misura di se stesso, punto per punto: intanto il corpo cresceva e si modificava, perdendo i limiti di prima.

Le foto di Chiara De Luca e la musica di Fulvio Pereda – nel video allegato al libro – non sono complementi, ma icone di una possibilità spinta nel passato. Il paradosso è bello perché è vario. La metrica può essere molto elegante e salutare, a volte. Non parliamo delle sinestesie.