Una mia poesia da La corolla del ricordo

a C.

 

Vedi quante palpebre ha sull’autobus la vita
come tutti guardano e nessuno come solo
un poco se rallenti c’incrociamo
con entrambi dentro la paura.
Tienimi perché di nuovo sono
anima posata sulle scale a sanguinare.
Non si schiuderà la porta in alto
il guardiano sulla soglia dell’istante
ha occhi buoni, quasi ride, mani lievi
danzano in un breve sogno di tastiere.
Attendo a pugni stretti la condanna
nemmeno mi difendo per vergogna
di mordere l’amore come un cane
in tutto quest’inferno di parole.