Una delle poche foto che coglie appieno l’essenza del topino quando corre, l’esplosione di energia, la perfezione della meccanica celeste, è un microlevriero. Mentre giocavamo sulla spiaggia, si è allontanata all’improvviso ed è sparita dietro una collinetta. Noi l’abbiamo seguita, pensando avesse fiutato una salsiccia. Invece era la sabbia, quella fine e intatta di un terrapieno. Aveva il bianco di quando inizi un romanzo e quel morbido ineffabile dell’erba nuova o di certi tappeti, o della neve appena caduta, che le mette davvero le ali ai piedi, e allora scatta (io le chiamo le Ispirazioni) e comincia a correre in tondo alla velocità della luce, emettendo piccoli grugniti di gioia, con gli occhietti pazzi… è una corsa diversa da quando corriamo fianco a fianco a ritmo regolare, è l’apoteosi della corsa, è una delle cose che mi emoziona di più al mondo.