Batte come i denti dei lupi ai cancelli
la coda del cane che non ha padrone
come la gola della preda che rivive
l’agguato a ogni inverno che risorge
quanto importi al cielo di sedurvi
sgozzando l’angelo per innamorarvi
pioggia fruscia come lo scialle
della carne di nubi voluta dal mattino
il nero degli sguardi interseca il cielo
crepa la legna in fiamme del mistero.