Una poesia di Ana Luísa Amaral, da Às vezes o paraíso [Talvolta il paradiso], Quetzal, 1998, in Per le parole che si ostinano a restare. Poeti portoghesi contemporanei, a cura di Nuno Júdice, traduzione di Chiara De Luca.

Musica: Johann Sebastian Bach, Air
Voce: Chiara De Luca
Immagine: Pieter Paul Rubens, Venus at a Mirror

Edizioni Kolibris ha in preparazione l’edizione bilingue della raccolta poetica Vozes/Voci, di Ana Luísa Amaral, con prefazione di Giuseppe Ferrara e traduzione di Chiara De Luca.

Ana Luísa Amaral è nata a Lisbona nel 1956. Si è laureata in Germanistica alla Facoltà di Lettere dell’Università di Porto, dove attualmente insegna Letteratura Inglese al Dipartimento di Studi Ango-americani. È dottore di ricerca in Letteratura Nord-Americana con una tesi su Emily Dickinson. Ha pubblicato saggi accademici (in Portogallo e all’estero) nell’area di Letteratura inglese, letteratura anglo-americana, letteratura portoghese e letterature comparate. Tra il 1991 e il 1993 è stata ricercatrice presso il Dipartimento di Inglese dell’Università di Brown (E.U.A.). È ricercatrice associata del Centro di Studi Sociali dell’Università di Coimbra. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia e un libro di racconti per l’infanzia. Ha partecipato a letture poetiche in vari paesi, tra cui Stati Uniti, Colombia, Argentina, Francia, Germania, Irlanda e Olanda. Tra le sue opere poetiche ricordiamo: Minha Senhora de Quê (1990, 1999), A Arte de ser Tigre (2003), Imagias (2001), Entre dois rios e outras noites (2007), A génese do amor (2005), Às vezes o paraíso (1998), Vozes (2011), Escuro (2014).

Edizioni Kolibris ha pubblicato una selezione di sue poesie nell’antologia Per le parole che si ostinano a restare. Poesia portoghese contemporanea, a cura di Nuno Júdice e ha in preparazione l’edizione bilingue della raccolta poetica Vozes/Voci, nella traduzione di Chiara De Luca.