[…] La vita è un rito complesso a ogni suo istante: se lo celebri con coraggio e senza risparmio, per quanto nera possa essere la notte in cui ti trovi a vivere, prima o poi gli occhi dovrebbe poterteli aprire, o almeno schiudere. Io non mi lascerò più distrarre dalla bellezza e dalla mia ricerca, né contaminare dalla miseria morale di altri, a me sconosciuti e perfettamente indifferenti, né dalla morte d’ogni innocenza di sguardo e della sacralità d’ogni rapporto. Voglio crescere senza più rumore e disturbo fino alla luce più alta, la luce caldissima e chiara della passione inestinguibile che ho dentro. Se vi consola e placa l’impotenza che vi affama, pensatemi pure fredda e glaciale, vuota e superficiale, abbiamo questa fortuna di non doverci frequentare. Io ho pagato fin troppo per essere quella che sono, e chi ha pagato altrettanto non necessita traduzioni: mi ri-conosce in ogni cosa che faccio.

da La nudità della luce