Non so perché finisco spesso a far da personaggio assente di tragiche storie d’amore inesistente. Credo sia la faccia da Candy Candy, gli occhi grandi, il fatto che non ammorbi gli altri coi miei strazi e i miei abissi, di cui so che non frega un cazzo a nessuno, il fatto che gli altri in genere non vadano oltre un millimetro dalla superficie delle cose, il fatto che sorrida molto, e non si capisca perciò bene quel che di cinico e spietato sto pensando, il che magari lascia intendere che sia talmente imbecille da credere che la gente stia pensando quel che dice. Invece, semplicemente, ho imparato che tu sei inessenziale all’invenzione, anzi, dannosa, perché la gente ha bisogno di pensare quel che vuole, perciò non devi dire né fare niente, perché gli uomini faranno tutto da soli: si costruiranno da soli l’ammore altissimo, purissimo & levissimo, e se lo disferanno giorno dopo giorno, distruggendo l’immagine distorta e artificiosa che si sono creati di te. Un noioso film visto e rivisto così tante volte da conoscerne già prima tutte le battute. Chi lavora costantemente con le belle parole, poi, sa bene che non hanno in fondo alcun valore nella realtà delle cose. Anche perché, a dispetto di quel che si figura la gente della mia vita, io mi alzo alle 5 del mattino, porto i cani nel verde, poi vado a correre 15 km da sola (in inverno con Eva), e alle 9 sono alla scrivania, dove lavoro e traduco a oltranza, per poi portare fuori i cani, e spesso portarmeli a turno in posta, o per uffici, o a fare la spesa. Nel mentre si verificano tutte quelle cose che accadono a noi comuni mortali: guasti, imprevisti, inconvenienti vari, veterinari ed eventuali, telefonate e contatti con le istituzioni, genitori che stanno male, amministrazione e burocrazia, ispirazioni fotografiche, tipografi con cui litigare, la casa da pulire (molto, con tre animali), bollette e minacce dell’Hera, urgenze poetiche, INPS, IRPEF, gente che non paga, e minuzie varie, tra cui un’impresa da portare avanti, nonostante lo Stato s’impegni al massimo per eliminare dalla faccia della terra la piaga dei piccoli imprenditori. Finché non mi ricordo di mangiare, solitamente a ora di merenda, quando mi si annebbia la vista… dopodiché traduco e lavoro a oltranza. Poi esco di nuovo con i cani per correre e giocare a lungo. La sera cena, e poi lavoro ancora, o scrittura a oltranza. Quindi zero spazio sia per gli amanti che mi si attribuiscono, sia per inventarmi a mia volta storie d’amore virtuali. È un ottimo antidoto allo spleen e alla saudade, provare per credere: smetterete di “innamorarvi” dei vostri dolci fantasmi spensierati e felici, eternamente sorridenti & fluttuanti tra fiori e farfalle.