A volte è difficile gestirle tutte senza che l’alveare imploda in un incendio: il drappello delle tue varianti, comparse,  stunt, controfigure che mandi in giro per il mondo a interpretarti, e poi l’esercito delle figure aprocrife addette a tutti i ruoli che ti cuciono addosso, che per non poterli svestire ti rassegni come un sarto ad adattarti, e infine il corpo speciale dei te autentici che sei, dal più buio al più eclatante nel cortocircuito dell’essere semplicemente. Sii te stesso è il mantra del banale. Bello, ma quale? E soprattutto: chi di loro è in grado di non farsi ammazzare già sulla soglia dall’alveare?