«Quando ho fatto un bel quadro, non ho scritto un pensiero. È ciò che dicono. Come sono semplici! Tolgono alla pittura tutti i vantaggi. Lo scrittore dice quasi tutto per essere compreso. Nella pittura, si stabilisce una sorta di ponte misterioso tra l’anima dei personaggi e quella dello spettatore. Quest’ultimo vede delle figure, di natura esteriore; ma pensa interiormente, il pensiero autentico comune a tutti gli uomini: al quale alcuni danno corpo scrivendo, ma alterandone la libera essenza. Così gli spiriti rozzi sono più commossi dagli scrittori che dai musicisti, o dai pittori. L’arte del pittore è tanto più intima al cuore dell’uomo da sembrare più materiale; perché in lui, come nella natura esteriore, dà luogo a quel che è finito e quel che è infinito, ovvero a ciò che negli oggetti muove interiormente l’anima colpendo solo i sensi» «Journal de Eugène Delacroix, 8 ottobre 1822

 

[Ut pictura poësis, N.d.T.]