• Topi?
  • Eh?
  • Cosa stai tramando?
  • Perché?
  • Cosa si cela dietro questo tuo bieco leccamento ossessivo compulsivo?
  • Amo questa tua inclinazione alla lettura patologica del lambimento fraudolento.
  • Inutile che sfotti. Guarda che se continui così finisci dritto dritto dal comportamentalista.
  • Che parolacce. E chi è?
  • Un tizio che se vede come ti comporti quando arriva la Nonna ti schiaffa sotto xanax a vita.
  • Uffa mamma, è solo che mi piace il sale.
  • Il nutrizionista ha detto che ai cani il sale fa male.
  • Impossibile.
  • Dai retta.
  • Sarei già morta.
  • Perché?
  • Perché sudi come un maiale.
  • Grazie del complimento, Topi, ma i maiali non sudano.
  • Sempre a guardare il pelo nell’uovo…
  • Non vedo come in un uovo possa esserci entrato un pelo, Topi.
  • Un doppio complemento di luogo!? Tu mi ridondi grammaticalmente!
  • Fa niente, Topi, pragmaticamente ci può stare ed è peraltro ammesso dalla vulgata del mio idioletto.
  • Ma non nel tecnoletto letterario.
  • Allora parafrasa.
  • Intendevo dire che fai sempre la punta ai chiodi.
  • I chiodi hanno già la punta. Temperarli risulterebbe prolisso e lessicalmente inefficace, Topi.
  • Sempre a mettere i puntini sulle i.
  • I puntini sono già sulla i nella tastiera, Topi.
  • E quindi?
  • Aggiungerne risulterebbe tautologico.
  • Insomma, mica stiamo qui a smacchiare giaguari, no?
  • I giaguari non si smacchiano, Topi.
  • Perché?
  • Non è etologicamente corretto.
  • Uffa, mamma, pettinare le bambole si può?
  • Ecco, questo mi pare deontologicamente già più sensato.
  • Che due coglioni, però.
  • Piano con le trivialità.
  • Che tedio metafisico, ma’.
  • Brava, mi piace quando sei più squisitamente intellettuale.
  • Ma perché non posso parlare come mangio?
  • Perché qui si che entra in gioco il maiale, Topi.
  • Ma siamo in un dialogo demenziale, mica in una dissertazione di suinologia comparata!
  • Non importa. La tua promiscuità stilistica è indice di protervia contro il Sistema.
  • E allora?
  • La Stasi ti sente.
  • Sempre?
  • Sempre.
  • Lo fanno per il tuo bene.
  • Ah sì?
  • Sì, i poeti sono affetti da cinismo buono e indolore.
  • E qual è?
  • Quello sistematico e capillare di tutte le dittature.
  • Tipo la filantropia di Adolf?
  • Esatto. Si denigra e annienta il diverso in nome della purezza della sola razza ammessa. Ribellarsi è malvagia sovversione.
  • Ma che vuoi che gliene freghi alla Stasi delle cazzate che scrivi.
  • Eppure.
  • Tra l’altro scrivi pure male e non fai ridere.
  • Non importa Topi, quel che conta è far fuori i dissidenti.
  • E chi sono?
  • Quelli alieni da cricche, cosche e congregazioni letterarie.
  • E perché?
  • Si rischia che sopravvivano il libero pensiero e la varietà stilistica.
  • Vabbè, ma tanto gli Ufficiali della Stasi mica capiscono il canesco.
  • Appunto. Altrimenti mica scriverebbero da cani.
  • Giusto. Ma voi cinefili guardate troppi film.
  • Occhio a non vilipendere i cinefili.
  • Perché?
  • Non risulto nell’albo di categoria.
  • I soliti autodidatti di merda.
  • 😉