di Chiara De Luca e Massimo Sannelli

 

Gli idioti non dovrebbero poter parlare di Pasolini: o lo odiano o lo imitano, e lo imitano male.
Gli idioti non dovrebbero poter parlare di Leopardi: o lo odiano o evitano di imitarlo, perché Leopardi non sembra neanche un italiano.
Gli idioti non dovrebbero poter parlare di Chiara Fumai. Sulle donne non c’è mai una parola definita.
Soprattutto se parla una donna idiota, e se parla di un’altra donna, e la seconda donna è artista, bella, morta.
Gli idioti non dovrebbero poter parlare e basta.
Gli idioti non dovrebbero poter commentare.
Gli idioti dovrebbero essere lasciati alla beata incoscienza.
Chi non è idiota ha il diritto di non parlare agli idioti.


Come si fa a sapere di non essere idioti? Semplice: si scrive senza indirizzo. Non si risponde a nessuno. Ci si rende sconnessi. Per evitare attacchi — in senso militare e medico — sarà meglio essere un po’ asociali; e poco social, di conseguenza.

L’arte non è democratica e non è per tutti. Non è una questione di grammatica o di ignoranza. La sensibilità non si trasmette per osmosi e contiguità: a volte sì, a volte no. Anche Wittgenstein ha avuto successo e insuccesso, come maestro elementare, ed era Wittgenstein.

Chiara Fumai si è impiccata deliberatamente nella galleria Doppelgänger di Bari. Protesta contro il sistema. Gesto plateale. La maledetta noia. Il peso dell’estate. Voglia d’amore. Voglia di solitudine. A 39 anni si è ancora adolescenti. Una donna di 39 anni è vecchia. E il Sole è troppo bianco, e la gente si diverte. Sì. No.

Va’ a sapere che cosa aveva Chiara Fumai nel cuore. Ma su quel cuore si deve tacere: in realtà non sappiamo un cazzo di quel cuore.

Nello stesso tempo: Fumai era un’artista pubblica, e chi non è idiota ha il diritto di parlare di un’arte pubblicata. E diciamolo semplicemente: gli artisti — i professionisti, pubblici — sono filtri professionali. Si inseriscono tra l’inconscio e il pubblico, tra lo studio e gli occhi degli altri, tra volgarità e solitudine. Sono filtri e i filtri si sporcano e si consumano. E più si sporcano più si moltiplica qualcosa che ha bisogno di un freno naturale: Chiara Fumai si è uccisa in luogo che si chiama Doppelgänger. Lo scherzo sul Doppio è cosa da haters senza filtro. Li schiacciamo nel posacenere. Ma sul Doppio c’è poco da scherzare: il racconto di Maupassant è lì, per tutti, anche adesso.