La colazione di Festy

  • Testina?
  • Eh?
  • Ma questi che minchia vogliono?
  • Pensano che ti stia dando la Pappa.
  • Ma possibile che non si possa prendere un caffè in santa pace in questa casa?
  • Perché? Che fastidio ti danno?
  • Mi fanno sentire in colpa, per San Lucifero Martire!
  • Ma dai, ignorali, pensa che hanno già il pancino bello pieno.
  • Sicura che il rosso ce l’abbia proprio pieno pieno?
  • Chi, Sunny?
  • Sì.
  • Non preoccuparti, non è un mangione, tantomeno di ossa.
  • Meno male, perché questo mi marca stretto.
  • Tranquillo, se ti comporti bene non ti piscia neanche addosso.
  • Wow, troppa grazia.
  • Ma parliamo di cose serie.
  • Che palle, già di prima mattina?
  • È mezzogiorno, Festy.
  • Vabbè, lo sai che sono un diesel.
  • E come mai?
  • Di notte ho da fare.
  • E cosa fai?
  • Porto consiglio.
  • Allora dammi anche qualche consiglio diurno.
  • Ci provo, Testina, dimmi.
  • Ma è vero che l’arte non dovrebbe turbare e disturbare? Che non dovrebbe far troppo pensare?
  • Eh? E che altro dovrebbe fare l’arte?
  • Consolare, offrire una via di fuga.
  • Testina, l’arte ha a che fare con la realtà.
  • E quindi?
  • Non esiste alcuna via di fuga dalla realtà. L’arte è una via del reale. Se ne esce non è più tale. Il resto sono vicoli ciechi.
  • Ne sei sicuro? Nessuna uscita di sicurezza?
  • L’arte non può mentire, non può inventare. Può solo descrivere, può solo conoscere. E far conoscere. Conoscere è un’opportunità di resistere, e resistere è già una possibilità di salvezza.
  • Ma l’arte non dovrebbe descrivere solo il bello della vita? L’amore? La gioia? La luce?
  • Ah ah ah ah ah, Testina!! E ‘sta minchiata da dove l’hai tirata fuori?
  • Voci.
  • Ma tu quando sei felice ti metti a scrivere e a scavare nel buio, oppure ti mangi un Kinder e te ne vai a cazzeggiare alla luce del giorno?
  • La seconda che hai detto!
  • Appunto. L’arte nasce nel grande silenzio che chiama a gran voce un’altra voce oscura e distante, l’arte germina nella solitudine ardita che aguzza il vedere. L’arte deve descrivere la vita e l’umano. La vita è incommensurabile beatitudine e immisurabile orrore, è gioia estrema e sconfinato dolore, è solitudine e amore. L’umano è capace di grandezza immane e crudeltà brutale, d’immenso amore e bestialità totale. Se cerchi di ignorarlo, prima o poi finisci molto male.
  • Ma non si finisce male anche a vedere? Non bisognerebbe essere prudenti? Risparmiarsi?
  • Eh!? Testina, cambia pusher! Esistere non è sopravvivere nell’illusione d’impossibili soluzioni escapistiche, ma accettare gli opposti e i contrasti, accoglierli in un funambolico equilibrio sul paradosso del caos da cui scaturisce il geyser della creazione!
  • E quindi non bisogna essere cauti?
  • Cauti!?
  • Ma sì: evitare di sfruculiare troppo nel buio, di ravanare tra i fantasmi, di rumare tra le ossessioni,  non svegliare il Cerbero che dorme, dare a Lucifero quel che è di Lucifero…
  • Cazzo, Testina! Da quando l’arte è diventata prudente? Tutta uccellini e farfalle, tutta luce, nuvolette bianche e cieli celesti? La Creazione è combustione! È sdarsi senza risparmio, annientarsi senza riparo! È nascere sempre e costantemente, è riempirsi d’aria e di mondo fino a scoppiare, per tuffarsi negli abissi, senza la certezza che dalla notte si farà ritorno. L’arte è dispendio. Cosa potrebbe mai nascere di grande dalla cautela e dal risparmio, dal calcolo e dalla misura? Cosa di oltreumano e di divino? Quale autenticità e completezza? Quale amore immenso amore senza scopo né direzione? Quale splendida gratuità demente?
  • Ma io sono d’accordo con te, Festy, non ti scaldare!
  • Non devi essere sempre d’accordo neanche con me.
  • No?
  • No. Ti devi incazzare anche con me, mandarmi a cagare quando ti pare, darmi un calcio in culo quando parlo troppo. E correre, ballare, saltare, cantare quando inizio a romperti il cazzo!
  • Sarà fatto!