I benefici di una vita senza fumo

  • Festy, ma come mai non fanno tutti come noi?
  • In che senso, Testina?
  • Perché non si salvano?
  • Cosa intendi?
  • Perché non chiudono facebook?
  • Beh, Testina, mica sono tenuti a farlo.
  • Ma non sarebbe meglio?
  • Dipende, ci sono diversi tipi di fumatori.
  • Fumatori?
  • Sì, facebook è una droga.
  • E quali sono questi tipi?
  • Ci sono i fumatori pentiti, che vorrebbero tanto smettere, ma non ci riescono. Sono quelli con la gastrite e il respiro faticoso, che si lamentano oggi giorno di quanto facebook sia inutile, di quanto sia pieno di idioti e ignoranti, di quanto ascoltare cazzate, idiozie e strafalcioni grammaticali li faccia soffrire… Però lo scrivono su facebook. È molto facile che siano proprio loro a diventare chain smokers.
  • E perché non smettono?
  • Perché è meglio una vita virtuale, che niente.
  • Giusto, e gli altri?
  • Ci sono i fumatori che hanno tentato mille volte di smettere, ma hanno sempre ricominciato.
  • E perché?
  • Perché smettono nel modo sbagliato, facendo proclami e grandi annunci di suicidio virtuale, in modo che i loro “amici”, in mancanza di meglio da fare, accorrano per impedire loro di compiere l’insano gesto. Oppure semplicemente smettono senza convinzione, così non reggono l’astinenza dal vuoto della prima settimana, si accorgono che a nessuno dei loro 5.000 amici virtuali importa un cazzo che siano spariti e, invece che cercarsene di veri, ne soffrono. Così ritornano all’ovile, dove, per la delusione derivata dal fallimento del tentativo di fuga e il senso d’insoddisfazione che ne deriva, fumano il triplo di prima.
  • E poi?
  • E poi ci sono i fumatori convinti, che del conflitto e della polemica hanno bisogno più del pane, così come di insultare o calunniare il prossimo per sentirsi un po’ più di nessuno.
  • E poi?
  • E poi ci sono i fumatori misti, che oscillano dall’una all’altra categoria. Tutti comunque sono dipendenti dal Like, che ormai è divenuto la misura del valore di ogni individuo. C’è poi da considerare l’effetto di coesione sociale creato dal fumare tutti insieme nel vuoto.
  • Ma è così difficile smettere?
  • A volte sì. In molti sono convinti che la vita ormai sia su facebook. Che se smetti di fumare sarai escluso dalla società civile e isolato dal resto del mondo.
  • Caspita! Non ci credo!
  • È così. In molti vivono nella disperante convinzione che il mondo sia deragliato, completamente impazzito, che l’umanità sia terminata, come si potrebbe pensare navigando su facebook.
  • Deve essere terribile!
  • Sì. I tapini temono che la densità e concentrazione di imbecilli nel mondo reale che li circonda sia pari a quella di una home di facebook.
  • In effetti il quadro è desolante… ma come mai sono venuti fuori così tanti idioti negli ultimi anni?
  • Gli idioti ci sono sempre stati, Testina. Solo che non ce li siamo mai fumati. Nella realtà li puoi evitare come la morte, su facebook no: ti accerchiano e assediano in tempo reale, radunandosi da ogni più sperduto angolo del pianeta, e parlano, parlano, parlano di tutto, soprattutto di quel che non sanno, opinano, dissertano, pontificano come non avevano mai potuto fare nella società civile, quella reale, mentre su facebook trovano addirittura chi dà loro credito. Un tempo, un idiota e Pedesina sarebbe stato un idiota solo e senza audience. Oggi gli basta postare la sua idiozia su facebook per organizzare seduta stante una convention internazionale di idioti da tutto il mondo. E gli idioti parlano, parlano così forte e così ovunque che diviene quasi impossibile non ascoltarli. E intossicarsi.
  • Che incubo… Ma perché i fumatori pentiti o incerti o indecisi non smettono subito?
  • Perché il fumo è subdolo, Testina: inizi incautamente, senza pensare alle possibili conseguenze, talvolta senza neppure saperle, e una volta che ci sei dentro è difficile smettere, anche se nessuno ammette la dipendenza e tutti pensano “smetto quando voglio”, oppure, “solo un tiro, che vuoi che mi succeda”? Invece per smettere non funzionano i compromessi.
  • Cioè?
  • La sigarettina a scrocco ogni tanto, la tirata dall’account degli amici, il fumo passivo di uno screenshottino, il lezzo venefico di un’informazione riportata.
  • E quindi come si fa?
  • Metodo drastico. Si butta tutto il pacchetto da un giorno all’altro, e si evitano tabaccai e fumatori come la peste.
  • È difficile?
  • Basta sottrarsi al fumus persecutionis.
  • Cioè?
  • Stare alla larga dalle zone fumatori, evitare con cura chi ti offre di dare un tiro allo screenshot, chi vorrebbe che fumassi con lui informazioni non richieste, chi si offre di andarti a comprare il pacchetto di minchiate, chi ti mette la pulce nell’orecchio.
  • Ahia, ma non pizzica?
  • Altroché! Come la sigaretta che ti offrono con insistenza i fumatori falsamente convinti, in realtà invidiosi che tu abbia smesso.
  • E perché lo fanno?
  • Perché loro non ci riescono!
  • Vigliacchi!
  • Esatto! Per questo gli untori vanno fatti fuori.
  • E non si va in galera?
  • Ah ah, ma no! Non vanno fatti fuori fisicamente, solo eliminati dalla tua vita.
  • Ah, ok. E dopo?
  • Dopo la luce si fa più chiara, il mondo torna nei suoi confini, tutto assume le dimensioni consuete di sempre, con le sue punte di sconforto devastante e di bellezza annichilente. Dopo puoi decidere chi frequentare e chi ascoltare, scegliere con chi parlare, puoi evitare di respirare minchiate, banalità e assurdità dalla mattina alla sera, di farti affumicare dagli insulti e dalle menzogne del primo coglione che passa.
  • Che meraviglia!
  • Vero? Ma c’è di più! Quando pensi che una persona abbia qualcosa da dire, ma nel giro di una settimana cambi idea e capisci che non avete un cazzo a che spartire, puoi agevolmente mandarla a cagare, o semplicemente farti di nebbia senza colpo ferire, e senza il bisogno di dare giustificazioni a tutta Italia, né affrontare anni di ritorsioni, insulti, calunnie e vendette trasversali…
  • Wowow, ma davvero?
  • Certo! È sempre stato così prima di facebook!
  • Ed è facile smettere?
  • Facebook è una sostanza altamente tossica, che genera dipendenza. Durante la prima settimana di astinenza puoi addirittura avvertirne nostalgia, come della sigaretta che ti fumi nei tempi morti. Poi però ti accorgi che quei tempi non erano davvero morti, che in realtà eri tu ad ammazzarli, riempiendoli di fumo e intossicandoti, invece che impiegarli in modo più salutare e creativo. E ti scopri un sacco di tempo, vivo, in più a disposizione
  • E come si supera l’astinenza dal fumo?
  • È semplice: dopo qualche giorno di astinenza totale da facebook, il corpo inizia a liberarsi dalle tossine e tu avverti i primi benefici salutari a livello psicofisico, che ti incoraggiano a proseguire la tua lotta contro il fumo verso la disintossicazione totale.
  • E quali sono i benefici?
  • A livello professionale la produttività aumenta del 200%.
  • Fantastico!
  • Ti accorgi che non è necessario venire a sapere di ogni delitto, di ogni atrocità, di ogni catastrofe, di ogni orrore, da ogni parte del mondo, nel momento preciso in cui accade. E soprattutto che non è assolutamente necessario conoscere in tempo reale il parere degli idioti di facebook in merito. Anzi, che non è proprio necessario conoscerlo tout court.
  • Ma dai… così uno può scegliersi il momento per leggere i giornali, addirittura fonti attendibili, per sapere quel che accade, senza essere costantemente bombardato dalle informazioni più svariate e falsificate e da bufale e fakenews di ogni genere!
  • Esattamente!
  • Wowow!
  • E non è ancora finita! La creatività spiana le ali, libera il respiro e si affranca dal giogo!
  • Quale giogo?
  • Lo spettro dell’ignoranza, della vacuità e della superficialità che su facebook attendono al varco ogni tua creazione per fraintenderla, non capirla, strumentalizzarla.
  • Vuoi dire che si riprende a creare presupponendo l’ascolto di esseri umani!?
  • Proprio così! Per non parlare dei benefici fisici e interiori già dalla prima settimana senza fumo!
  • Dimmi, dimmi!
  • La pelle si distende, le rughe si spianano, il tuo viso al mattino ha dieci anni di meno. Dormi come un neonato, ti alzi carico, il respiro si fa regolare, il battito del cuore uniforme, la testa smette di ronzare, il pessimismo rispetto all’umanità assume dimensioni più realistiche e maneggevoli, l’umanità possibile riemerge dal nulla in cui era precipitata senza appello, all’apparenza.
  • E ci sono gli effetti collaterali?
  • Sì, certo. Paradossalmente, i morti che trascinano le proprie esistenze su facebook daranno per morto te, e non ti cercheranno più.
  • E perché?
  • Perché hanno perduto gli strumenti per rapportarsi in modo umano, fuori da facebook, con gli esseri rimasti umani.
  • Vabbè, questo non è che sia proprio un effettaccio.
  • Infatti!
  • Altri effetti collaterali?
  • Nessuno, Testina.