Mi fanno pena lo sdegno mirato di certi politici e giornalisti e la reazione di tanti maschi italiani che strumentalizzano la frase orrenda detta da Abid Jee solo per sfogare il proprio odio razziale, sempre pronto ad esplodere, e le loro fantasie di perversioni/torture/violenze su altri uomini, estendendole a  un intero popolo e a un’intera civiltà, strumentalizzando la singola frase di un immigrato idiota per gridare alla corruzione di un’intera cultura e negare la possibilità di ogni integrazione. Come se ai maschi italiani fregasse qualcosa che una donna estranea venga stuprata o insultata, e che s’inneggi alla violenza sessuale. Come se i maschi italiani non insultassero costantemente le donne con violenza e ignoranza, come se non si compissero ogni giorno roghi di streghe e stupri virtuali sotto gli occhi divertiti di tutti, come se non ci fossero fior fior di esimi rispettabili intellettuali italiani in giacca e cravatta, pieni di lauree e dottorati, che si scagliano contro le donne con una barbarie e una violenza verbale bavosa e schiumante, spropositata anche per le bettole più malfamate, ricorrendo a ogni genere d’allusione sessuale e d’ingiuria sessista, ogni  singola volta che debbano criticare un essere umano di sesso femminile, con l’allegra collaborazione delle donne, e senza che nessuno mai osi contraddirli. Come se non fossimo il paese con il più alto tasso di femminicidio e violenza domestica. Come se non ci fosse qualcuno che si è dovuto impiccare per sfuggire alla ferocia sessista dei maschi italiani. Ho visto orrori molto simili, scritti in passato da italianissimi lettori, sotto articoli che parlavano di fatti di cronaca analoghi, ma non hanno mai sollevato un simile (giusto) sdegno tra i maschi italiani, divenuti invece tutt’ a un tratto misteriosamente sensibili alla questione della violenza sulle donne proprio nel momento in cui diveniva un ottimo pretesto per vomitare tutto il proprio odio e la propria violenza xenofoba. Che paese di ipocriti e falchi da tastiera!