[…] Lei non sbagliava, lei era chi ogni chissà chi voleva. La cosa familiare agli occhi storti dei passanti, agli sguardi sbiechi degli idioti. Lei aveva occhi grandi in cui versare ogni resto di paura e frustrazione, rifiuto d’ansia e abiezione, rimasuglio di desiderio e possessione, pozzi senza pupille per vedere. Lei sapeva farsi statua a non capire, chiara pietra per tenere il vuoto brulicante della stanza, guardare fisso senza mai centrare. Lei non deludeva, no, non deludeva. Era perfettamente: chi non era. Esattamente il mio rovescio dell’uguale […] 

 

da La bambola, in Il mondo è nato. Poesie in prosa e non. In uscita domani l’e-book gratuito