Mangime per l’indignazione femminile da tastiera

Pubblicità sessista! Bufera su Pandora! Rivolta sui social! Si legge. E allora, dopo esserti chiesta quale pubblicità non sia sessista oggi, per prima cosa vai a guardarti che cazzo è Pandora. Poi ti chiedi cosa possa avere fatto di peggio degli altri, quelli che pure per rifilarti un estintore o un set di chiavi inglesi vendono boccucce a culo di gallina, vocette bambinesche e suadenti e corpi femminili ammiccanti e incellofanati un po’ dovunque.
Come al solito le donne si mobilitano sulle inutilità per nascondere la propria quotidiana inerzia, omertà e connivenza con la reale violenza. E perfino la pubblicità, in questi tempi di mituuuuu e starnazzi sono riuscite a capirla a rovescio. Qui si diceva proprio: smettila di fare regali sessisti e retrogradi, cavernicolo, e falle un regalo decente. E senza nemmeno una boccuccia siliconata sullo sfondo!
Probabile comunque che da bravi pubblicitari, i pandoriani ci abbiano visto lungo, puntando proprio sulla prevedibilità mononeuronica dell’indignazione social.

Indignatevi e condividete, donne, condividete. Tutta pubblicità gratuita.

E soprattutto: indignatevi solo per l’aria fritta, che non costa nulla.