“Ricordate di portare con voi un libro di Francesco Benozzo se siete diretti alla ghigliottina”, scrive Sarah Tardino nel suo saggio Di boschi e di marine. “Figurati se me lo scordo”, pensa sorridendo il lettore di Benozzo – di solito un Benozzo addicted – nella sua capanna, accarezzando la copia che ha posato sul comodino, da leggere ogni mattina e ogni sera, per prepararsi alla quotidiana battaglia in difesa del pensiero, e della sua incarnazione in roccia durissima di parola: erosa, bombardata, sbriciolata ogni giorno con violenza da chi la vorrebbe spogliata di ogni suo possibile senso.

Ma chi è Francesco Benozzo? Semplice: la persona che ti viene in mente quando ti pongono l’insidiosa domanda: cos’è un poeta? Dunque Benozzo è un bandito! [Continua su Iris News qui]