In tempi di facile delirio distopico sarà utile chiarire che la città di formiche di luce esiste davvero, anche se, trovandoci in poesia, è ovviamente una visione. Quale sarà la città in cui le formiche rosse si spandono nel buio diluito dalla nebbia delle sere d’inverno, formando aloni arancioni che rimbalzano sul rosso dei mattoni? Quale sarà la città in cui formiche bianche smorzano in branco la luce lattiginosa delle albe d’estate, oppure esplodono in traiettorie di stelle filanti a ogni primavera che riviene? Chi l’abbia visitata almeno una volta la riconoscerà subito, non può essere che Ferrara. Ma non conta e non serve tenerlo a mente, perché la città delle formiche di luce è ovunque nell’altrove. È la città surreale delle nostre eterne infanzie, il territorio franco delle fiabe. Ma attenzione: le fiabe non sono sempre a lieto fine e sono popolate da tutti i nostri mostri e antagonisti. Nulla è quel che appare, né il male né talvolta il bene.

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