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————————————–a S.

chiami tua madre o scongiuri le fate
ma in soccorso cala rapido il buio
dissipa l’agonica calma dei passanti
con gli occhi di annosi geli devastanti
nei passi vischiosi di questa balera
troppo scesa nel mare della sera
dove lividi si spiano i poeti
soffrendo degli intingoli dell’altro…

 

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il muscolo rosso si agita per niente
nei microcitemici versi senza sangue
Tu cacciagli un sorriso dritto nel ventre
negli occhi tutta la potenza dei tuoi corpi
tra i coglioni il pugnale dei tuoi giorni ingordi
invitali alla festa della tua vita
ma chiudi a chiave ogni entrata.