Questa mattina, tornando dalla caccia ai piccioni con Eva, mi sono fermata al bar a prendere un caffè, ma al momento di pagare mi sono accorta di non avere il portafoglio. Ho detto ai ragazzi che sarei passata più tardi a pagare e sono corsa a casa, sperando di avere lasciato lì il portafoglio. E infatti era così. Quello che avevo perso era il cellulare. Ho pensato che potesse essere anche lui da qualche parte in casa, l’ho cercato dappertutto, ma niente. Allora sono uscita con Titti per cercarlo nei dintorni. Poi però mi sono dimenticata del cellulare e mi sono messa di nuovo a dar la caccia fotografica ai piccioni…
Tornata a casa, ho cercato ancora ovunque, ma niente. Non avendo un altro telefono per chiamare il mio numero, ho chiesto per mail a un amico di farlo lui. Ma in casa non suonava niente. Suonava a vuoto, da qualche altra parte. Così ho pensato che forse non lo avevano ancora rubato, perché altrimenti avrebbero subito buttato via la scheda.
Dopo cinque minuti il mio amico mi ha scritto dicendomi che qualcuno lo aveva trovato, e che me lo stava riportando. Mi ha suonato una visione, un bel signore distinto e gentile, con il mio cellulare. Era quasi in imbarazzo, come se non volesse disturbare. Aveva chiamato anche mia madre, uno dei pochi numeri rimasti in rubrica, ma lei non sapeva come contattarmi.
Che stanchezza e che meraviglia. I piccioni, i cani, gli amici e le eccezioni.