Dukkha

 

Shelter is the only really necessary thing.
Every creature has its burrow,
bolt hole, cave, its fist of twigs.
Just make it safe, a place
above the flood plain: shake
its sticks and slates to test
it can withstand a storm. That’s all.

That, and water somewhere near,
the good, clear kind that scrubs itself
clean through the stones and flows
all year without a freeze. Some fish.
Some trees. A nesting bird for eggs.
Some plants, a patch of dirt,
some basic tools. A shovel and a pan.

But then, your square of soil might spoil
its seeds. You’ll need blades, some kind
of beast to slug them through the mud
in rows. You’ll need to feed it
from your grain: this changes things.
You’ll need some cloth.
You’ll need to cut a bigger plot.

Now there must be hands to help:
more hands, more mouths.
The shelter shrinks, the feed bags thin,
you need a needle, thread, a pot,
a kiln, a cart. There must be
markets, good roads leading in.
You’ll need a lamp. You’ll need a gun.

You’ll need a coin. You’ll need
a I in to keep your coins inside.
You’ll need a man to guard the tin.
Give him your gun and get another.
Make your shelter taller, stronger.
Now you have an acre, need
an engine, need an engine shed.

Now fuel: a sticky, black-eyed well.
A slaughterhouse, a pit for rotting things,
incinerator, chimneys made of brick,
cement. Good rivets, chicken wire –
no, barbed. A guard. Electric current,
cashflow. Long flat cabins
for your hired hands. A bank.

The shelter must be strong,
the water pure. The soil must nurture
tall, true wheat, the hands work
till the yield is in. The lamp must strike,
the gun must kill its target cleanly.
This is all you want.
This is all that anyone wants.

Dukkha

 

Un riparo è la sola cosa davvero necessaria.
Ogni creatura ha la sua manciata di rametti,
il suo rifugio, la sua caverna.
Fai solo in modo che sia sicuro, un luogo
al di sopra della piana inondata: scuotine
ardesia e legnetti per testare
che resista alla tempesta. E basta.

Questo, e acqua nelle vicinanze,
quella buona, limpida che si pulisce
sfregandosi sulle rocce e che scorre
tutto l’anno senza gelare. Qualche pesce.
Qualche albero. Uova di un uccello nidiaceo.
Qualche pianta, un fazzoletto di terra,
attrezzi essenziali. Una bacinella e un badile.

Poi però, il tuo quadrato di terra potrebbe sprecare
i suoi semi. Ti serviranno lame, una qualche specie
di bestia per tracciare solchi
nel fango. Avrai bisogno di nutrirla
coi tuoi cereali: questo cambia le cose.
Ti servirà della stoffa.
Dovrai tagliare una trama più grande.

Ora ti servono mani in aiuto:
più mani, più bocche.
Il riparo si restringe, la sacca del cibo si sfina,
ti serve un ago, del filo, una pentola,
un forno, un carretto. Ci devono essere
mercati, strade buone che vi conducano.
Ti servirà una lampada. Ti servirà un fucile.

Ti servirà una moneta. Ti servirà
un Io dove mettere le tue monete.
Ti servirà un uomo di guardia al barattolo.
Dagli il tuo fucile e prendine un altro.
Rendi il tuo riparo più forte, più alto.
Ora hai un acro, ti serve un capanno.

Carburante: un viscoso pozzo occhi-neri.
Un macello, un recinto per il marciume,
un inceneritore, camini fatti di mattoni,
cemento. Buoni rivetti, rete da pollaio –
no, filo spinato. Una guardia. Corrente,
flusso di cassa. Lunghe case prefabbricate
per le tue mani stipendiate. Una banca.

Il riparo deve essere forte,
l’acqua pura. Il suolo deve nutrire
alto grano verace, le mani lavorano
finché c’è raccolto. La lampada deve funzionare,
il fucile deve far fuori di netto il bersaglio.
È tutto quello che vuoi.
È tutto quello che ognuno vuole.

 

Claire Askew, da This Changes Things (Bloodaxe Books, Eastburn 2016)

Traduzione di Chiara De Luca

In preparazione per Edizioni Kolibris

Ferrara, Piazza Castello