La cosa più difficile di un’opera è la sua genesi interiore, il suo profilarsi embrionale. E poi le mille false partenze, le note stonate, le reticenze, la paura d’iniziare sul serio perché sai che non avrai pace finché non avrai messo il punto finale.
Poi trovi finalmente il LA e dopo è il nirvana. Non c’è interferenza che possa violare il silenzio del mondo sommerso. I guardiani della gioia sbavano feroci alla sua porta e mostrano i denti.