“Allora capisci che l’inverno c’è per l’orgasmo di correre all’alba di primavera nel deserto verde, quando nell’erba alta la brina è una distesa di cristalli mobili nel vento. Il Sole neonato ti rimbalza negli occhi e il cielo scende nell’acqua del lago in una sinfonia di nuvole bianche e silenzio, rotta soltanto dal mio passo di corsa sulla ghiaia. Una tartaruga di terra si è incagliata nel centro del sentiero, solleva la testa e mi guarda con gli occhi arancioni di Sunny e la sua indomita dolcezza creaturale. La sollevo e le restituisco la sua direzione nell’erba, mentre Eva riemerge felice dall’acqua e mi guarda con una grata complicità di cui non ho mai trovato traccia né scintilla in uno sguardo umano. Persi nei loro miseri giochetti senza destino, la maggior parte degli umani non sanno questa gioia furiosa di essere al mondo, quest’amore immane che squassa il muscolo rosso e lo esplode e sparpaglia in tutte le direzioni. Perché non sono.”

 

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