La gente di cultura libresca di solito ha così poca tenerezza, così poco destino nello sguardo, anche quando ha collezionato tanti titoli e letto tanti libri da credersi al di sopra della massa. Non c’è cosa peggiore che essere letto come il personaggio di un libro che non è quello della tua vita. È anche per questo che preferisco frequentare la strada che i cenacoli intellettuali. Di solito mi trovo meglio con chi ha cognizione del dolore ed esperienza del reale che con chi ha vissuto sulla carta, e confonde la realtà con la fiction. Ho sempre preferito i sentimenti vissuti a quelli inventati dai letterati.